Ciao,
Il mio percorso nasce da una formazione artistica, coltivata inizialmente in Svizzera presso una scuola di cultura generale ad indirizzo artistico e si è evoluto attraverso un diploma triennale in Fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma, seguita da un Master in fotografia di moda.
Ho lavorato per anni come fotografa professionista, esplorando linguaggi visivi e narrativi che mi hanno portata a esporre il progetto L’arte del crimine al Photofestival di Milano. È proprio da quel lavoro che ha avuto inizio un’indagine più profonda su me stessa, sull’immagine come specchio e strumento di trasformazione.
Nel tempo, questa ricerca personale si è intrecciata con una formazione in Fototerapia e tecniche di fotografia terapeutica, culminata nel corso di specializzazione a cura di NETFO. Oggi conduco laboratori di fototerapia rivolti a gruppi e singoli, in cui la fotografia diventa mezzo di espressione, consapevolezza e cura.
Coltivo un interesse profondo per gli approcci transgenerazionali e simbolici, per le esperienze artistiche e narrative legate alla memoria e per le pratiche partecipative che intrecciano arte, cura e territorio. Questi ambiti alimentano la mia ricerca e orientano i progetti che curo, sempre nel rispetto delle competenze professionali specifiche e con uno sguardo aperto alla collaborazione interdisciplinare.
Attraverso i percorsi che propongo, l’immagine fotografica si trasforma in linguaggio emotivo, in spazio di ascolto e rielaborazione, capace di accogliere vissuti personali e collettivi. È in questo contesto che possiamo parlare di Ri-svegli: momenti di ri connessione, di luce, di rinascita interiore e di apertura verso nuove possibilità.
Sono co-fondatrice di Studio 214, uno studio fotografico attivo dal 2019.
